Chi gestisce capitali altrui risponde degli errori con il proprio patrimonio
Nel mondo dei fondi di investimento, del private equity e delle SGR (Società di Gestione del Risparmio), la responsabilità professionale ha un peso specifico molto elevato. Un errore di valutazione, una due diligence lacunosa, una comunicazione fuorviante agli investitori o una decisione di portafoglio contestata possono trasformarsi in richieste di risarcimento milionarie.
Eppure, la polizza RC professionale specifica per questo settore è ancora oggi sottovalutata, spesso assente o — peggio — presente con massimali e clausole inadatti alla reale esposizione del soggetto assicurato.
Quali sono i rischi concreti per SGR, fondi e operatori di private equity
I rischi che caratterizzano l'attività di gestione di capitali terzi non sono teorici. Comprendono:
- Errori nella due diligence su target di acquisizione, con perdite per gli investitori
- Conflitti di interesse non adeguatamente gestiti o divulgati
- Comunicazioni scorrette o incomplete nei confronti dei sottoscrittori del fondo
- Mancata diversificazione del portafoglio in violazione del regolamento del fondo
- Ritardi o errori nelle distribuzioni di proventi e rimborsi
- Inadempimenti normativi verso Banca d'Italia, Consob o ESMA
- Violazioni della normativa AIFMD per i fondi alternativi
Qualsiasi di questi scenari può dare origine a un'azione legale da parte degli investitori, degli organi di vigilanza o di terze parti danneggiate.
La polizza RC professionale per SGR: cosa deve contenere
Non tutte le polizze RC professionali sono uguali. Per un gestore di fondi o un operatore di private equity, è indispensabile verificare la presenza delle seguenti coperture:
| Elemento | Perché è critico |
|---|---|
| Massimale adeguato all'AUM gestito | Un fondo da 100 mln€ non può avere un massimale da 500.000€ |
| Copertura claims made con retroattività | Le contestazioni arrivano spesso anni dopo la decisione |
| Inclusione dei fondi chiusi e aperti | Alcune polizze escludono determinate strutture |
| Copertura per atti dolosi di dipendenti | Fondamentale per i team allargati |
| Estensione alle subsidiary e veicoli SPV | Il rischio non si ferma alla capogruppo |
| Difesa legale inclusa o separata | Verificare se i costi legali erodono il massimale |
Le lacune più frequenti che emergono al momento del sinistro
Quando una polizza RC per SGR viene analizzata in sede di sinistro, emergono spesso tre problemi ricorrenti:
- Massimale inadeguato rispetto alle masse gestite e alla complessità operativa
- Esclusione delle attività di advisory informale, tipiche del private equity dove i confini tra gestione e consulenza sono spesso sfumati
- Mancata copertura per le violazioni normative di carattere regolamentare, che rappresentano invece una fonte crescente di contenzioso
A questi si aggiunge un quarto elemento spesso trascurato: la copertura per le azioni dei key manager. In molti contratti, le condotte dei singoli partner o responsabili di investimento sono coperte solo parzialmente, scaricando il rischio residuo sulle persone fisiche.
Il quadro normativo che aumenta l'esposizione
Il recepimento della direttiva AIFMD, il regolamento ELTIF 2.0 e le crescenti aspettative di Banca d'Italia in materia di presidi organizzativi hanno ampliato la platea di soggetti esposti a responsabilità. Non solo le grandi SGR, ma anche i gestori di ELTIF retail, i family office strutturati e i veicoli di co-investimento devono oggi dotarsi di coperture adeguate.
Ignorare questo contesto normativo in fase di rinnovo della polizza significa esporre il proprio patrimonio — e quello dell'impresa — a rischi non quantificati.
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