Il problema che nessuno considera prima di spedire

Un'impresa italiana vende macchinari in Germania. Un componente cede, un operaio si fa male. Il cliente tedesco apre una causa. La polizza RC dell'impresa italiana, però, copre solo il territorio nazionale.

Non è uno scenario raro. È esattamente quello che succede ogni giorno a PMI e aziende italiane che operano sui mercati internazionali senza aver verificato i limiti geografici della propria copertura assicurativa.

Se la tua impresa importa o esporta merci, distribuisce prodotti in altri Paesi o ha fornitori esteri che ti spediscono beni da rivendere, hai un'esposizione ai rischi che la polizza standard quasi mai copre in modo adeguato.

Cosa rischia davvero un'impresa nel commercio internazionale

I rischi non si limitano alla merce che si danneggia durante il trasporto. Le responsabilità più rilevanti — e più costose — riguardano i danni che i prodotti causano a persone e cose dopo la consegna.

Ecco le principali aree di rischio:

  • RC prodotti con estensione territoriale: il prodotto che hai venduto causa un danno in Francia, negli USA o in Asia. Chi risponde? Tu, come produttore o importatore nella catena di distribuzione.
  • RC dell'importatore: se importi beni da Paesi extra-UE e li rivendi in Italia o in Europa, la legge ti considera produttore a tutti gli effetti. Sei responsabile dei danni causati da quei prodotti.
  • Responsabilità da errata documentazione doganale: errori nelle dichiarazioni doganali possono generare sanzioni, sequestri e richieste di risarcimento da parte di clienti bloccati nella catena di fornitura.
  • Danni a terzi durante operazioni di import-export: scarico, carico, ispezione e movimentazione delle merci possono causare danni a persone o strutture nei magazzini di destinazione.
  • Controversie contrattuali internazionali: un contratto di fornitura con un cliente estero può finire in arbitrato internazionale, con costi legali che superano il valore della fornitura stessa.

Le lacune più comuni nelle polizze standard

Le polizze RC aziendali italiane, nella versione base, presentano quasi sempre queste limitazioni:

ElementoCopertura standardCosa serve davvero
Estensione territorialeItalia o UEMondiale, inclusi USA e Canada
RC prodotti post-consegnaSpesso assente o massimale bassoInclusa con massimale adeguato
RC importatoreNon previstaIndispensabile per chi importa extra-UE
Tutela legale internazionaleAssenteNecessaria per controversie estere
Danni da recall prodottiAssenteRilevante per chi distribuisce in UE

Gli USA e il Canada meritano un discorso a parte: il sistema legale nordamericano prevede risarcimenti di ordine di grandezza molto superiori rispetto all'Europa. Una polizza senza estensione USA/Canada espone l'impresa a rischi potenzialmente devastanti.

Il ruolo dell'importatore secondo la normativa europea

Il Regolamento UE 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti e la Direttiva 85/374/CEE sulla responsabilità del produttore stabiliscono un principio chiaro: chi importa un prodotto da un Paese extra-UE e lo immette sul mercato europeo è responsabile come se fosse il produttore originale.

Questo significa che se acquisti componenti dalla Cina, li assembli o li rivendi in Italia, e quel prodotto causa un danno a un consumatore europeo, la responsabilità ricade su di te, indipendentemente dal fatto che il difetto fosse nel componente importato.

Senza una RC prodotti con estensione UE adeguata e con massimali sufficienti, l'impresa affronta questa responsabilità con il proprio patrimonio.

Cosa verificare nella propria polizza

Prima di tutto, controlla questi punti nel contratto assicurativo:

  • Clausola di estensione territoriale: in quale Paesi è operativa la copertura RC?
  • Inclusione della RC prodotti post-consegna: è prevista? Con quale massimale?
  • Copertura USA/Canada: è esclusa? Molte polizze la escludono esplicitamente.
  • RC da importazione: copre la tua responsabilità come importatore?
  • Massimali aggregati annui: sono adeguati al volume di affari internazionale?

Spesso queste informazioni non emergono dalla lettura superficiale della polizza. Servono le condizioni particolari, le clausole specifiche e, in molti casi, i testi delle appendici aggiunte nel tempo.

Un settore in crescita, un'esposizione spesso ignorata

L'export italiano vale oltre 600 miliardi di euro l'anno. Decine di migliaia di PMI vendono regolarmente all'estero, spesso senza sapere che la loro polizza si ferma ai confini nazionali.

Il momento in cui ci si accorge della lacuna è quasi sempre il peggiore: quando arriva la richiesta di risarcimento dall'estero o quando l'avvocato di un cliente straniero bussa alla porta.

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