Enti no profit e scuole: la falsa sicurezza della polizza RC

Associazioni di volontariato, cooperative sociali, parrocchie, circoli culturali, scuole paritarie, centri di aggregazione. Realtà diverse accomunate da una cosa: la convinzione di avere una copertura assicurativa adeguata quando spesso non è così.

La polizza RC per enti no profit e istituti scolastici è uno strumento che in molti sottoscrivono quasi per abitudine, spesso scegliendo la soluzione più economica o quella proposta dall'associazione di categoria. Il risultato è una protezione formalmente esistente ma sostanzialmente piena di buchi.

Cosa rischia concretamente un ente no profit

Il rischio non è teorico. Chiunque gestisce uno spazio fisico, organizza attività, impiega volontari o ha a che fare con minori e persone vulnerabili è esposto a responsabilità civili concrete:

  • Un partecipante a un corso si fa male durante l'attività
  • Un volontario causa un danno a terzi nell'esercizio delle sue funzioni
  • Un evento organizzato dall'ente provoca danni materiali o lesioni
  • Un bambino si infortuna in un'aula o nel cortile della scuola
  • Un'attrezzatura difettosa causa danni a persone o cose

In tutti questi casi, senza una copertura adeguata, la responsabilità ricade direttamente sull'ente e — in certi casi — sugli amministratori a titolo personale.

Le lacune più frequenti nelle polizze di questo settore

Area di rischioCopertura spesso assente o insufficiente
Volontari non registratiEsclusi se non nominativamente indicati in polizza
Attività fuori sedeNon coperte se non espressamente incluse
Danni a terzi durante eventiMassimali troppo bassi per eventi con molti partecipanti
RC degli amministratoriAssente nelle polizze base
Danni a minoriSpesso soggetti a clausole restrittive specifiche
Infortuni dei volontariConfusi con la RC, ma richiedono una polizza separata

Un punto che crea frequente confusione: la polizza RC copre i danni causati a terzi, non gli infortuni subiti dai volontari o dai collaboratori dell'ente. Questi ultimi richiedono una polizza infortuni dedicata, che le normative sul volontariato (D.Lgs. 117/2017, il Codice del Terzo Settore) rendono in molti casi obbligatoria.

Il nodo della scuola paritaria e del centro educativo

Per le scuole e i centri educativi privati il quadro è ancora più articolato. Oltre alla RC verso terzi, occorre valutare:

  • RC verso gli alunni: danni fisici subiti durante le attività didattiche o ricreative
  • RC degli insegnanti e del personale: errori nell'esercizio della funzione educativa
  • Responsabilità per custodia dei minori: la scuola risponde in via presuntiva ai sensi dell'art. 2048 del Codice Civile
  • Danni alle cose di terzi: zaini, occhiali, strumenti musicali degli studenti

Molte scuole paritarie si affidano a polizze collettive stipulate tramite le federazioni di riferimento. Non è detto che siano inadeguate, ma raramente vengono lette in dettaglio. Il massimale per sinistro, le esclusioni sulle attività extrascolastiche e i limiti sui danni alle persone sono i punti su cui si concentrano le sorprese.

Cosa verificare nella propria polizza

Se gestisci un ente no profit o una scuola, questi sono i punti minimi da controllare:

  • Massimale per sinistro e per anno: è sufficiente rispetto al numero di persone coinvolte nelle attività?
  • I volontari sono coperti? Come sono identificati in polizza?
  • Le attività fuori sede, le gite, i campi estivi sono inclusi?
  • Esiste una copertura separata per infortuni dei volontari?
  • Gli amministratori hanno una qualche forma di tutela personale?
  • Quali sono le esclusioni relative ai minori?

Rispondere "non lo so" anche a una sola di queste domande è già un segnale che vale la pena fare un controllo approfondito.

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