Il decreto che ferma 850 autovelox

Dal 12 luglio 2026 un decreto del Ministero dei Trasporti ha sospeso circa 850 autovelox sui quasi 4.000 attivi in Italia. Questi dispositivi potranno tornare operativi solo dopo aver ottenuto l'omologazione ufficiale, per cui il ministero ha fino a 60 giorni di tempo per rispondere alle richieste presentate dai gestori.

Approvazione e omologazione non sono la stessa cosa

Alla base dello stop c'è una distinzione tecnica che negli anni ha generato migliaia di ricorsi: quella tra "approvazione" e "omologazione" degli autovelox. Nel 2022 la Corte di Cassazione ha stabilito che una multa da autovelox è valida solo se il dispositivo possiede entrambe le certificazioni. Per anni, però, la maggior parte degli apparecchi installati sulle strade italiane era soltanto "approvata", senza la più rigorosa omologazione richiesta dalla legge.

La sanatoria per 3.150 apparecchi (e i dubbi dei giuristi)

Il nuovo decreto considera automaticamente omologati 25 modelli di autovelox, per un totale di circa 3.150 dispositivi, mentre gli 850 restanti restano fermi in attesa di verifica. Non tutti però ritengono la sanatoria risolutiva: secondo Leonardo Ferrara, professore di diritto amministrativo, un decreto ministeriale ha una forza giuridica inferiore rispetto alla legge del 1992 che disciplina il codice della strada. Questo significa che, anche per gli apparecchi "sanati", i ricorsi contro le multe potrebbero continuare ad avere margini di successo nei tribunali.

I numeri reali dietro la retorica

Nell'annunciare la revisione, il ministro Matteo Salvini ha parlato di una "giungla di oltre 10.000 autovelox" ridotta a "3.150 apparecchi regolari". Il censimento avviato dallo stesso ministero nel 2025, però, ha rilevato che gli autovelox realmente attivi in Italia sono circa 4.000, non 10.000: un numero ben distante da quello ripetuto più volte nella comunicazione pubblica.

DatoValore
Autovelox attivi in Italia (censimento 2025)~4.000
Autovelox fermi dal 12 luglio 2026~850
Modelli "sanati" con omologazione automatica25 (~3.150 apparecchi)
Tempo massimo del ministero per rispondere60 giorni
Autovelox dichiarati da Salvini vs censimento reale10.000 dichiarati / ~4.000 reali

Perché conviene sapere di poter fare ricorso

Con una situazione normativa ancora in movimento, distinguere una multa legittima da una contestabile richiede competenze tecniche e legali che il singolo automobilista spesso non ha: verificare se l'autovelox che ha rilevato l'infrazione è davvero omologato, valutare i termini per il ricorso, seguire il procedimento davanti al giudice di pace. È un lavoro che normalmente richiede un avvocato, con relativi costi da anticipare.

Con una polizza di tutela legale come quella di Auxilia Assicura, queste spese — parcella del legale, perizie, spese di giudizio — sono coperte, e il ricorso viene seguito da professionisti qualificati senza doverti muovere da solo. È esattamente il tipo di situazione per cui questa copertura esiste: avere già la protezione attiva, prima ancora che arrivi una multa contestabile, fa la differenza tra rinunciare per la fatica burocratica e far valere un proprio diritto.


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